La storia della Colomba Pasquale

La storia della Colomba Pasquale

Un dolce tradizionale che affonda la sua storia su leggende antiche, rinnovato dalla Pasticceria Bonci con la creazione della golosissima Bria Colomba.

La storia della Colomba Pasquale

Considerato uno dei dolci pasquali per eccellenza, la Colomba è caratterizzata da un soffice impasto di farina, uova, burro e zucchero, impreziosito da scorze di arancia candita e da una ricca glassatura alle mandorle in superficie.

Innovando una tradizione che si ripete quantomeno da i primi anni del XX secolo, la Pasticceria Bonci ha creato la Bria Colomba, seguendo le orme del Panbriacone : caratterizzandola con un soffice impasto dall’anima liquorosa, disponibile in 10 differenti combinazioni di gusto.

Le origini di questo dolce dalla forma singolare sono circoscritte al 1930 nel milanese, per intuizione di Dino Villani, direttore pubblicitario dell’ azienda Motta.

Già conosciuta per la produzione del panettone natalizio, la Motta decise di utilizzare gli stessi macchinari e lo stesso tipo di impasto, da riproporre in un dolce destinato a caratterizzare l’altra festività religiosa nazionale.  La ricetta venne poi ripresa dall’azienda milanese Vergani qualche anno dopo, favorendone una diffusione importante nella tavole degli Italiani, a tutte le latitudini.

 

Ma dietro alla colomba pasquale esistono anche tre leggende che affondano le proprie radici in epoche ben più remote, donando alla stessa una caratterizzazione talvolta mistica.

La prima risale ad epoca longobarda, e riguarda quel Re Alboino che guidò il suo popolo alla conquista delle terre Italiane nel 568. Si dice che proprio durante l’assedio di Pavia, il futuro Re d’Italia si vide offrire in segno di pace un dolce a forma di colomba, l’antenato di quello che conosciamo oggi.

Un’altra leggenda racconta dell’abate irlandese San Colombano, che nel 612 di recò a Milano per accogliere l’invito della regina longobarda Teodolinda. Presenziando ad un sontuoso pranzo offerto dalla famiglia reale, la gran parte dei piatti proposti presentavano della selvaggina cotta, che Colombano rifiutò trovandosi in pieno periodo di Quaresima. Al risentirsi di Teodolinda, Colombano decise diplomaticamente di benedire quelle carni, che si trasformarono immediatamente in colombe di pane, bianche come la candida tunica monastica vestita.

Un autentico prodigio per il quale venne donato all’abate il terreno di Bobbio ,dove sarebbe sorta proprio l’Abbazia di San Colombano.

La terza leggenda milanese riguarda la battaglia di Legnano del 1176, quando tre candide colombe apparvero per vegliare sulle insegne lombarde, a protezione della Lega dei comuni Lombardi nella battaglia contro Federico Barbarossa. Pare che a vittoria conseguita, vennero confezionati dei pani dolci dalla forme di colomba, per commemorare quel sacro momento.

 

In realtà, leggende a parte, la più probabile ispirazione per la ricetta che ha creato commercialmente la colomba pasquale nel XX secolo, è da ricercarsi nell’altro capo della penisola, in Sicilia, esattamente in provincia di Ragusa.  In quella zona è infatti tradizione la preparazione di piccoli dolci a forma di colomba, preparati solitamente in tempo di Quaresima. Un impasto asciutto fatto di uova, farina, zucchero e cannella, che diviene croccante dopo una sapiente cottura in forno, rappresentando una potenziale ispirazione per il dolce di origini lombarde che ben conosciamo, quantomeno nella forma.

La stessa ispirazione raccolta ed artigianalmente rinnovata dalla Pasticceria Bonci, con la creazione della golosissima Bria Colomba: un dolce capace di incrociare il favore dei palati più esigenti, nelle sue dieci possibili variazioni, destinato a mantenere una tradizione mai apparsa così nuova e gustosa!

Qual è la vostra preferita?

 

Davide Torelli

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